ALPA 9.50

Un lavoro importante

Quando si “incontra” la barca dei nostri sogni, specialmente se usata, accettiamo con comprensione anche qualche difettuccio frutto della precedente proprietà. Insomma siamo un popolo di poeti, naviganti, inventori e tuttologi. Cerchiamo la validità nel progetto.

In questo caso i vecchi armatori avevano pensato, grazie anche ai consigli di “radio banchina”, di rinforzare lo scafo con uno strato di tessuto … invece hanno taroccato tutta la carena.

Come per un mobile di ottima fattura trovato quasi abbandonato, l’attuale armatore e felice skipper ha voluto tornare alla purezza del progetto originario.

Un intervento mirato non solo a eliminare il tessuto mal applicato precedentemente, ma a recuperare il look totale della barca e la sua efficienza fluidodinamica (levigatezza della carena). Dopo la rimozione del tessuto si è dunque provveduto alla molatura della carena per ritrovare la parte buona e solida e controllato se c’era presente umidità o tracce di osmosi. Tutto a posto!

E’ stata fatta la stuccatura strutturale sulle grosse imperfezioni con 10 10 CFS e Microfibre Minerali per avere una perfetta integrità della carena, poi si è messo in opera, per scrupolo, il biassiale da 450 gr col 10 10 CFS e facendo uso (indispensabile) del peel-ply. Usando questo prodotto si ha una superficie più liscia, quindi meno bisognosa di stucco nella successiva fase, già pronta alle successive lavorazioni quando lo si toglie (dopo 24 ore o dopo un anno, è indifferente): una scelta che alla fine risulta anche più economica per ottenere l’eccellenza del lavoro.

Il nuovo tessuto da 450 gr è stato messo in opera con 10 10 CFS (Completely Free Solvent) migliore di qualsiasi altra tipologia di prodotto, poi è stata eseguita la stuccatura a spessore (mediante 1,5 mm) con Nautilus Epoxy Light Filler (basso peso specifico 600g/L, galleggia come il legno e non appesantisce la barca quando è in acqua). Ancora applicazione di 10 10 CFS, Nautilus Epoxy Primer e Nautilus SP Antifouling dato ad arte, col rullo, partendo da poppa e in verticale … e poi via, a fare sgroppate sotto brezze robuste, verso mete vicine e lontane con ingaggi mozzafiato per poi alla fine dare fondo nella quiete di rada.