L’attacco del bulbo

Articolo apparso su Arte Navale n. 54

L’attaccatura del bulbo delle barche moderne, negli ultimi decenni è stata ricorrente causa di piccoli e grandi disastri.

Insoddisfazione di clienti e interventi in garanzia non sempre hanno risolto il problema.

Qui è stato rimosso il bulbo e pulita la vetroresina.

Rifiuto di credere sia frutto del progettista. E’ più facile lo studio approssimativo di ingegnerizzazione per la produzione in grande serie che ha portato a tagliare e limare i costi anche dove non è prudente.

Cosa fare in questi casi?

La stratificazione appare cavillata, pronta a spaccarsi e mollare (è successo più di una volta!) al primo urto anche contro un banco di sabbia.

Molatura esterna e almeno una decina di strati di biassiale da 450 gr partendo dal più piccolo al più grande messi in opera col 10 10 CFS e peel-ply.

Spessore totale circa 5 mm.

Lunghezza di almeno cinque strati del rinforzo in biassiale… almeno il doppio della “corda” del bulbo.

Fare altrettanto all’interno fasciando anche i madieri e se possibile raccordare gli angoli con 10 10 CFS e Microfiller Powder.

Posizionamento di una taccatura all’interno, tra madiere e madiere di legno duro – rovere -iroko – teak… il più alto possibile – almeno 4 – 8 cm, messo in posizione sopra un “letto” di 10 10 CFS e Microfiller Powder perché faccia una perfetta interfaccia.

Mantenere questa taccatura a trasparente con un paio di mani di 10 10 CFS così avremo sempre il controllo contro l’umidità.

Dal sotto fare i fori guida dei vecchi bulloni.

Allargare, da sopra, i fori nel legno, in questo caso di almeno 3 – 4 volte e riempirli con 10 10 CFS e Microfibre Minerali.

Forare questi riporti del diametro del perno del bulbo.

Fare il trattamento anticorrosivo sulla testa del bulbo, avvitare i perni protetti con Duralac o prodotto analogo per contrastare la differenza di potenziale.

Interporre tra la carena e la testa del bulbo, quando è a circa 5 cm, 10 10 CFS con Microfiller Powder oppure Nautilus Epoxy Light Filler.

Alzare perché debordi facilmente e faccia una giunzione perfetta e serrare con chiave dinamometrica i bulloni.

In questo caso specifico lo spessore iniziale della stratificazione era di circa 20 mm.

Tra la testa del bulbo e il dado del tirante del bulbo questa distanza da una resistenza “X”.

Se abbiamo riportato l’ulteriore spessore di 40 mm la resistenza è diventata “3 volte X”

Nel caso di 80 mm avremo “5 volte X”.

I numeri servono a comprendere la realtà.

Ora si naviga tranquilli.

P.S. ricordate: ogni barca, ogni osmosi, ogni progetto, ogni lavorazione è sempre un caso particolare.