Only Wood

Quando c’è la passione

Chi direbbe che le linee tese di questa barca, autocostruita – hanno oltre quattro anni.

Tanto è il tempo intercorso dalla consegna dei disegni al varo, senza considerare gli scambi idi email, bozzetti ed incontri per fissare i punti salienti dell’intero progetto, che il Designer ha “tagliato” su misura per il costruttore- armatore.

Una piccola opera d’arte che ha fatto scoprire, allo stesso, altre potenzialità costruttive.

Oltre alla parte lignea, si è cimentato anche nella costruzione della deriva e della fusione del bulbo. Ha stratificato il carbonio unidirezionale per rinforzare gli attacchi alle lande, del bulbo e l’attacco del timone (anche se non era necessario) tra due pelli di fasciame.

Era facile metterlo in opera e ben venga anche un attimo di civetteria alla moda.

Un caro amico sostiene da tempo che lavorare ad una barca, costruirla o ripararla è un’attività rilassante oltre che ratificante per la manualità artigianale del lavoro compiuto.

Il costruttore ha imparato un altro vero mestiere. Le misure del box hanno condizionato, seppure in minima parte, le dimensioni della barca e per girarla, per approntare la coperta e poi alarla per il trasporto, è stato necessario … smontare il tetto due volte. Tutto calcolato!

Il taglio delle paratie e delle ordinate è stato fatto con macchine a controllo numerico che in un batter d’occhio, con tolleranze infinitesimali hanno agevolato la prima fase.

Poi è venuto anche lo stato dell’arte: la selezione dei legni, la costruzione in triplo fasciame incrociato e la scelta del nostro 10 10 CFS per la realizzazione che come base per la protezione del fasciame esterno a vista, poi protetto ulteriormente con SPINNAKER Polyurethane 2. L’uso della resina epossidica, come il 10 10 CFS, unita al legno rende l’imbarcazione più leggera e competitiva anche con i composti più avanzati rendendola assolutamente performante.

L’interno ha locali minimali ma efficienti. Una scelta di progetto che nasce per correre anche per la condotta in solitario, in quel braccio di mare che va da Salivoli all’isola d’Elba per le escursioni da day-sailer. Ma poi anche per spingersi ancora più in là, sempre a con una velocità da fare impallidire le concorrenti di ben altre misure.

Complimenti Osvaldo … è un ottimo lavoro!