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Applicazione del nuovo rivestimento per la riparazione dell'osmosi |
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1) Applicazione del
nuovo rivestimento per la riparazione dellosmosi
A) La superficie deve essere asciutta, pulita, priva di grassi e di polvere.
B) Si prepara il C-systems 10 10 CFS e con un
piccolo pennello si bagnano tutti i crateri, per meglio impregnare
i tessuti per testa.
C) Applicare la prima mano completa di C-systems 10 10 CFS a pennello
o a rullo, sino a circa 6-8 centimetri sopra la linea di galleggiamento.
D) Dopo 2 o 3 ore applicare la seconda mano di C-systems 10 10 CFS.
E) Dopo qualche ora, quando la resina è ancora appiccicaticcia
come un nastro adesivo, riempire i crateri con NAUTILUS
Epoxy Fast FINE Filler (ad essicazione veloce) o C-systems 10 10 CFS
con Microfibre minerali o Addensante
n° 2.
F) Il giorno successivo dare anche una leggerissima carteggiata (grana
120 - 150) a umido sulle stuccature per spianarle perfettamente e passare
una spugna tipo 3 M Scotch Brite a umido su tutta la carena , dalla parte
ruvida (per eliminare anche la possibile formazione di untuosità).
G) Applicazione della terza mano di C-systems 10 10 CFS.
H) Applicare la mano di NAUTILUS Epoxy LIGHT Filler con spatola dentata
per fare lo spessore giusto e uniforme. Ad essiccazione avvenuta (dalle
12 alle 24 ore oppure 1 o 2 ore con i tipi fast) dopo la carteggiatura
sarà ben spolverato e ripassato con la spatola liscia (vedere la
descrizione più completa sotto il titolo stuccatura).
I) Leggerissima carteggiatura per eliminare i piccoli difetti e applicazione
di una mano di
C-Systems 10 10 CFS; le successive mani saranno applicate adittivandolo
con A 20, fino a usare completamente il
quantitativo di resina previsto per la superficie.
L) Lantivegetativo è applicabile direttamente, ma se si preferisce
dare alla carena il colore bianco simile al gel-coat, sono necessarie
2 mani di NAUTILUS Epoxy Primer, applicabile
anche sulle parti metalliche come, timoni, supporti, assi, eliche, flaps
ecc. La prima mano di antivegetativo NAUTILUS
sarà applicato tra le 8 ore sino a 30 giorni. La seconda mano di
antivegetativo sarà applicata solo nei punti dove andranno le taccate
che rimuoviamo dalla carena per fare i punti di appoggio che sono rimasti
per ora fuori dal trattamento.
M) La seconda mano di antivegetativo potrà essere applicata alcuni
giorni prima della messa in acqua. Dallultima mano di resina epossidica
o di NAUTILUS Epoxy Primer devono passare almeno 7 gg. prima della messa
in acqua per essere certi della perfetta reticolazione, essicazione in
profondità.
Quando si parla del numero di mani di
C-systems 10 10 CFS da applicare si deve porre attenzione allo spessore
di resina che è richiesto per la giusta protezione. E della
massima importanza il quantitativo complessivo applicato per metro quadro
(600/700 micron) vale a dire che per fare 10 metri quadri di carena saranno
necessari da 6 a 7 kg. di C-systems 10 10 CFS.
Applicare le mani più sottili molte volte significa fare superfici
più liscie lavorare meglio e ottenere un risultato estetico superiore.
Il materiale descritto per la carena è applicabile anche per i
bulbi metallici, che sappiamo quanto sia importante mantenere senza corrosione.
Con gli stucchi epossidici, NAUTILUS Epoxy LIGHT Filler e NAUTILUS Epoxy
FINE Filler potremo tirarli a lucido, mettendo maggiore materiale
dove necessario per ridurre lattrito idrodinamico. Fare la sabbiatura
o una buona carteggiatura o discatura del bulbo, per rimuovere le tracce
di eventuali stuccature e pitturazioni precedenti portando il più
possibile a metallo bianco e attenersi a questo ciclo:
2 mani di NAUTILUS Epoxy Primer (disponibile nei colori bianco e blu)
2 mani di C-Systems 10 10 CFS
Stuccatura con spatola dentata e, poi, liscia
2 o 3 mani di C-Systems 10 10 CFS con A 20
2 mani di NAUTILUS Epoxy Primer
2 mani di NAUTILUS Antifouling e ...
buona navigazione
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2)
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Considerazioni sulla riparazione e stuccatura |
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Nella fase di riparazione
della carena, quando è malata di osmosi, è necessario
eliminare la parte circostante alle bolle sino a ritrovare il laminato
di vetroresina perfettamente integro e non attaccato dal deterioramento,
proprio come fa il dentista quanto interviene sulla carie di un dente.
Questa operazione è eseguibile facilmente con una piccola fresa
montata sul mandrino di un trapano o meglio se montata su una prolunga
flessibile che allestremità riporta un mandrino dove andremo
a inserire la fresa; in questa maniera ci sentiremo più tecnici
e potremo lavorare con maggiore precisione sulla carena della nostra barca.
Questo lavoro, come gli altri, non è né difficile né
rischioso, richiede solo quellattimo di attenzione e di buon senso
che sono bagaglio indispensabile per ognuno di noi. Luso della moletta
con dischetto, è senzaltro più rapida nelloperazione
di pulizia delle bolle, ma tende a ovalizzare il cratere tagliando
gli strati di vetro. E evidente che non tutte le carene hanno la
stessa diffusione di bolle, così come varia la loro grandezza e
la profondità nello spessore dello stratificato della vetroresina.
Se ci troviamo di fronte a una carena dove le bolle di osmosi sono allo
stato iniziale e con grandezza (una volta pulite e allargato il cratere)
non maggiore di un bottone di camicia e la profondità del
raggio del bottone, lapplicazione di uno stucco idoneo pronto
alluso come il nostro NAUTILUS Epoxy
fast FINE Filler, risponde perfettamente allo scopo e avremo la certezza
che oltre alla protezione antiosmotica, caratteristica del nostro prodotto,
avremo anche analoga resistenza strutturale. Facciamo invece lesempio
che molte di queste carie abbiano la grandezza di una bella
oliva o di una noce, anche se con una profondità
inferiore alla proporzione del bottone precedente, o, addirittura
arrivino a essere come un mandarino, o che seppure piccole come il primo
caso, in alcuni punti dello stratificato siano talmente vicine che la
pulitura consenta quasi di metterle in comunicazione, dando
luogo a una carie ben maggiore.
La domanda che poniamo è questa: dobbiamo sempre riempire e livellare
con lo stucco?
Troviamo semplicistico non adeguarsi e mirare obiettivi migliori. Luso
di C-systems 10 10 CFS additivato con Microfibre
minerali (minute pagliuzze di vetro) nella misura circa del 50-70%
in peso, forma una resina pastosa, fibrosa, densa per restare anche in
verticale, armata, multidirezionale. Oltre a colmare le cavità,
riforma una parte attiva interagente con lo stratificato e con un modulo
in molti casi migliore del materiale che abbiamo asportato.
Se le bolle sono molto numerose, di dimensioni ben maggiori e si trova
una delaminazione consistente può essere necessario anche riapplicare
il tessuto per non compromettere la qualità dello scafo, ma questa
possibilità deve essere valutata caso per caso.
L impasto tecnico fatto con C-systems 10 10 CFS e Microfibre
minerali risulterà meno facilmente spatolabile dello stucco; ciò
è dovuto alle fibre che sono intrecciate fra di loro, che trascinano
altre fibre quando si dà la spatolata. E opportuno applicare
un quantitativo di materiale più abbondante per evitare possibili
vuoti e, quando secco, con un tampone e carta, grana 60-80, si provvederà
a ridare il profilo giusto allintervento di riparazione.
Ora la carena della nostra barca avrà nuovamente tutta la sua integrità
meccanica e sarà avviata-livellata dal lavoro che abbiamo
fatto per eliminare le parti compromesse della stratificazione.
E importante notare come sia meglio applicare 3 mani sottili piuttosto
che 2 mani vicine alla colatura. Applicare C-systems 10 10 CFS a rullo,
è estremamente semplice, rapido, pulito e non faticoso. Non avere
colature consente il risparmio del tempo richiesto per la carteggiatura
delle gocce essiccate. Due mani di NAUTILUS Epoxy
Primer prima dellantivegetativo sono la risposta precisa per
avere il colore perfettamente omogeneo, simile al gel-coat e anche con
luso dellantivegetativo a matrice solubile non andremo a rivedere
la trasparenza della resina epossidica.
NAUTILUS Epoxy Primer non ha solo caratteristiche aggrappanti sulle mani
precedenti ma forma ununione strutturale e ha una resistenza notevolmente
maggiore dei classici aggrappanti. La prima mano di antivegetativo seguirà
tra 8 ore e 30 gg.
La seconda mano di antivegetativo sarà applicata almeno 48 ore
prima del varo.
Tempo per il varo almeno 7-8 giorni dallultima mano di NAUTILUS
Epoxy Primer o C-systems 10 10 CFS.
(vedi
stuccatura)
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3)
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Cos'é l'osmosi e come si manifesta
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Più dell
80% delle imbarcazioni, oggi, sono in vetroresina o come normalmente vengono
definite di plastica, ma, questo meraviglioso prodotto ha
mostrato di avere anche qualche difetto, tra cui la permeabilità,
cioè lassorbimento dellacqua, che, seppure inferiore
al legno, comporta nella stragrande maggioranza dei casi, risultati negativi
maggiori: losmosi.
Luso della linea C-systems epossidica (sistema epossidico strutturale)
tra cui C-systems 10 10 CFS con i relativi additivi
e gli stucchi, risolve e previene brillantemente e in maniera definitiva
questo problema.
Losmosi, è un fenomeno di diffusione tra due liquidi miscibili,
di diversa densità, che penetrano attraverso membrane semimpermeabili
(la membrana semimpermeabile, in questo caso, è proprio il gel-coat
e il laminato della nostra barca). E il liquido più denso si trova
nello stratificato della nostra barca come effetto di cattiva lavorazione
o catalizzazione, o si crea per idrolisi col passaggio dellacqua
attraverso il gel-coat; quello più fluido è il mare o il
lago che la nostra barca solca e che passa attraverso il gel-coat e va
a fare tutti i danni che ben conosciamo.
Losmosi, si manifesta soprattutto in carena perché lopera
viva, a continuo contatto con lacqua ne assorbe una quantità
che va a sciogliere residui instabili e idrosolubili del procedimento
di lavorazione formando sostanze liquide molto dense. In alcuni casi,
particelle di liquido denso sono già presenti nello stratificato
come risultato di costruzione.
I fattori che determinano le malformazioni interne allo stratificato della
vetroresina durante la lavorazione iniziale sono molteplici, tra cui la
mancanza della giusta temperatura, lumidità di lavorazione,
le bolle daria intrappolate, il basso standard dei materiali impiegati,
la non omogeneità tra loro e lo stoccaggio delle materie prime.
Questi fattori negativi hanno bisogno, comunque, di acqua per sviluppare
gli effetti poco desiderabili che conosciamo.
Attraverso microporosità del gelcoat, incrinature, colpiture o
altro, lacqua di mare, essendo più fluida del liquido che
si trova nello stratificato tende a penetrare, andare, dove cè
questa piccola concentrazione densa per diluirla e portarla alla stessa
densità; questo comporta un aumento di liquido allinterno
dello stratificato (i liquidi non sono comprimibili), quindi di volume
e si manifesta ai nostri occhi come una piccola protuberanza sulla levigatura
della carena.
Losmosi si manifesta più facilmente in acqua dolce (perché
più fluida di quella di mare, non contiene sale) e in acque calde
perché hanno maggiore fluidità, quindi un ormeggio vicino
a uno scarico di acqua calda evidenzierà prima il problema.
A prima vista si presenta con piccoli rigonfiamenti, come chicchi di riso
appena rilevati, simili a una leggera buccia di arancia. Col passare del
tempo diventano più robusti, aumentano di volume (perché
aumenta la pressione interna) e di numero (quelli impercettibili cominciano
ad acquistare volume) indebolendo la stratificazione.
Le vie di accesso allumidità, oltre alla non perfetta impermeabilità
del gel-coat, sono anche gli stress e le colpiture che subisce la carena
(per esempio quando viene messa in secco e appoggiata male), le prese
a mare e gli scarichi sotto la linea di galleggiamento, che in molti casi
sono protetti solo da un rigo di silicone e non sigillati per testa. Inoltre,
una volta che lacqua è entrata, il continuo movimento e la
fatica della barca in navigazione o allormeggio, rende mobili queste
microscopiche gocce di acqua.
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4)
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Protezione dello scafo e pulizia |
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E opportuno
porre in secco limbarcazione, al riparo da eventuali acquazzoni
e dallumidità della notte. Il rimessaggio in un capannone
ben attrezzato è la condizione giusta, ma lesperienza diretta,
ci consente di quantificare che oltre la metà degli interventi
sono fatti in condizioni non ottimali, dove la buona volontà dellArmatore
o dellOperatore suppliscono a certe deficienze senza compromettere
il risultato finale. Puliremo accuratamente la sentina, facendo un lavaggio
energico con Boat Life BILGE CLEANER
(questa operazione è meglio iniziarla in mare alcune
settimane prima, affinché il detergente BILGE CLEANER lavori bene
e a lungo) e lasciugheremo perfettamente (per evitare che possibili
crepe allinterno forniscano lumidità che stiamo combattendo).
Si procede alla completa asportazione dellantivegetativo e del gel-coat
dalla carena, avendo cura, nelle zone sospette, di essere maggiormente
energici. Questo può essere fatto con vari metodi che vanno dalla
sabbiatura, (quindi da un operatore specializzato), alla discatura con
moletta alla carteggiatrice carro armato, dove il nastro di
carta ha unazione volvente di grande efficacia. La grana della carta,
sarà di 40, ma per il tipo di lavoro che fa, la superficie trattata
avrà una levigatezza maggiore di quanto dice il numero stesso della
carta. In alcuni casi, come si vede anche nel nostro video VHS dedicato
al C-systems 10 10 CFS (reperibile presso i
nostri punti vendita o direttamente presso noi) una semplice piallina
elettrica, con la regolazione delle lame con poca sporgenza in un solo
passaggio rimuove il gelcoat pulendo molto bene la carena e aprendo nella
maniera giusta le bolle che sono in rilievo. Per fare una imbarcazione
di circa 11 mt. al galleggiamento, sono necessarie due set di lame che
saranno affilate da 2 a 3 volte. Con un po di manualità e
pazienza si ottengono risultati molto buoni e in tempi estremamente ridotti.
La sabbiatura, quando reperibile, resta loperazione più efficace
e in una sola passata porta via lantivegetativo, il gel-coat e le
bolle, che ormai hanno uno stratificato morbido e vengono svuotate in
un attimo fino a ritrovare il buono. Riduce immediatamente il tasso di
umidità e lascia la superficie porosa che si deumidifica meglio.
Infatti, anche con luso degli altri attrezzi, è necessaria
una leggera passata di sabbiatura (o idrosabbiatrice, più facilmente
reperibile) per aprire il poro. E importante che la lavorazione
cominci dopo poco tempo che la barca è stata
messa in secco.
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5)
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Preparazione della superficie |
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Le bolle, i rigonfiamenti
dellosmosi, saranno aperti al fine di liberare anche leventuale
ristagno di acqua allinterno e puliti (la chiamiamo acqua ma si
tratta di un liquido più o meno acido a seconda della concentrazione),
ingrandendoli fino ad avere la sicurezza che tutta la parte cariata
sia completamente asportata e si vada a trovare nuovamente, sui bordi
del cratere, la perfetta consistenza della laminazione.
Faremo un buon lavaggio, possibilmente con acqua calda a pressione, per
portare via tutte le impurità dei residui dellosmosi e la
polvere del lavoro fatto. Il lavaggio è estremamente importante
in questa fase iniziale, più volte durante lessicazione e
alla fine. Il liquido che si è formato allinterno della stratificazione
si scioglie solo con acqua (tanto meglio se calda) e allora tutta lenergia
della pressione e dellinsistenza con cui operiamo ci assicura di
sciogliere anche quelle cristallizzazioni che si possono essere formate.
E importante notare che i solventi aggressivi o blandi, non hanno
nessuna efficacia per la pulitura.
Non disponendo di idropulitrice a caldo un secchio, una spugna e una manichetta,
lavorano altrettanto bene, anche se occorre maggior tempo.
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6)
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Perché si deve lavare la carena anche prima del trattamento |
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E di importanza
fondamentale che prima del trattamento la carena sia perfettamente asciutta;
il riferimento, con lo SKINDER, può
essere fatto con la misurazione dello scafo sopra la linea di galleggiamento;
il valore deve essere lo stesso di quanto viene letto in carena. Uno o
due giorni prima dellapplicazione della resina (secondo la stagione)
è indispensabile lavare nuovamente la carena con acqua dolce, come
abbiamo fatto dopo leliminazione del gel-coat e molte volte, periodicamente,
durante lasciugatura. Nella deumidificazione, sia naturale che forzata,
evapora acqua distillata, perchè i sali e gli acidi restano sulla
superficie. E necessario rimuoverli periodicamente con il lavaggio,
più volte durante lasciugatura, perché questi residui
sono asportabili, solvibili solo con lacqua.
Il lavaggio prima del trattamento asciugherà in pochissimo tempo
e il controllo con lo strumento SKINDER testimonierà, con imparzialità,
il ritorno in poche ore ai valori precedenti.
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7)
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Considerazioni sulla protezione preventiva antiosmosi |
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Quando lumidità
riesce a farsi strada nella vetroresina, questo avviene attraverso la
porosità del gel-coat, per le colpiture e stress che ha subito
la carena. Nelle parti fuori dellacqua, ben difficilmente questa
ha modo di svilupparsi, perché a periodi di assorbimento (per esempio
si pensi a una barca in navigazione di bolina o sotto gli spruzzi dei
marosi), corrisponde un periodo di asciugatura estremamente
più lungo.
Quando lumidità, lacqua, penetrano, devono trovare
le condizioni favorevoli per dare luogo allosmosi, altrimenti la
barca si appesantirà di una certa percentuale di umidità
(come il legno marino) perderà in proporzione una parte di resistenza
alla fatica e tutto resta lì. Losmosi si manifesta quando
lacqua trova condizioni favorevoli o sostanze idrosolubili. Per
evitare questo inconveniente, oggi, moltissimi Costruttori hanno preso
le giuste contromisure, tuttavia in caso dubbio, e per maggiore sicurezza
è consigliabile dopo aver rimosso le cere e i distaccanti, fare
una fine carteggiata a umido della carena e applicare 3 mani piene di
C-Systems 10 10 CFS (di cui 2 con A20 Microshield, additivo antiosmosi
colore nero) seguite, dopo 12 ore, dal Nautilus Epoxy Primer e dalla prima
mano di antivegetativo. Questo trattamento risulterà essere un
buon investimento e un buon risparmio, anche considerando che la maggior
parte degli antivegetativi richiede una mano di sottofondo per
la vetroresina.
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8)
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Video DVD |
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È disponibile
presso i punti vendita o direttamente presso di noi, un video
DVD della durata di circa 60 minuti con consigli sulluso delle
resine epossidiche e con uno spazio dedicato allosmosi, preparazione
della superficie, applicazione C-Systems 10 10 CFS,
stuccatura sino allantivegetativo.
Il video risulta altrettanto interessante per la varietà dei lavori
e problemi risolvibili nella maniera più facile e sicura.
Con speciale riferimento alle imbarcazioni a fasciame, è disponibile
anche una completa lavorazione con resina epossidica per calafataggio,
rinvergatura, nuovo rivestimento (replaking) di tutto lo scafo e tanti
esempi di interventi, costruzione, riparazione, modifica, stuccatura,
verniciatura ecc.
La durata di questo filmato DVD è di 90 minuti circa. Anche questa
è disponibile presso i nostri punti vendita o direttamente presso
i nostri uffici.
(torna
sopra)
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