1)

Perché è consigliabile eliminare l’umidità dal legno e dalla vetroresina?

Il Maestro d’ascia o il Cantiere che ha costruito l’imbarcazione, ha fatto stagionare, perdere umidità al legno, per anni. La chimica moderna offre prodotti sempre più validi ed è per questo che togliere l’umidità e proteggere tutta la struttura con C-systems 10 10 CFS significa avere un’imbarcazione in condizioni strutturali migliori di quando è uscita dal cantiere, perché queste condizioni ora dureranno nel tempo.
Nella vetroresina l’umidità è sinonimo di osmosi o di osmosi latente. Non appena l’umido trova sostanze da sciogliere le decompone dando luogo ad una sostanza viscosa. L’ulteriore ingresso di acqua attraverso la permeabilità del gelcoat o attraverso fenditure, spaccature, graffi profondi, ammaccature, per il principio dell’osmosi, andrà a diluire queste sostanze per abbassarne la concentrazione, dando luogo ad un aumento di volume che si tramuterà nel rigonfiamento che marca la carena.

 

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2)

Quale è il tasso di umidità previsto per il legno e per la vetroresina, secondo i Registri di classificazione?

Il LLOYD’S Register chiede per il legno umidità eguali o inferiori al 12%, il R.I.NA. eguali o inferiori al 15%.
Per quanto concerne la vetroresina, questa umidità deve tendere allo ZERO e per mantenerla tale preventivamente si può operare con un trattamento protettivo di C-systems 10 10 CFS di almeno 400/ 500 micron uniformi.

 

3)

Le imbarcazioni in legno e vetroresina hanno dei vantaggi se costruite o riparate con il C-systems 10 10 CFS, o gli altri prodotti epossidici della stessa linea?

Certamente e possiamo dire che la totalità delle imbarcazioni può trarre benefici risultati dall’uso delle resine C-systems, eliminando nel futuro i lavori di straordinaria manutenzioni cui sono sottoposte quelle imbarcazioni che usano prodotti convenzionali. Per brevità qui parliamo del C-systems 10 10 CFS perché copre da solo e al meglio l’85% dei lavori, mentre per l’altro 15% abbiamo prodotti della stessa linea che rispondono più precisamente. Sulla vetroresina il C-systems 10 10 CFS ripara la carena, elimina, quando la carena è stata fatta asciugare bene, i problemi successivi dell’osmosi, ripara tutti i crack e le zampe di gallina, è indicatissimo per laminare, per stuccare, per fare da sottofondo a qualsiasi ciclo di verniciatura, serve per colate e per ricostruire parti strutturali, per incollare vetroresina-vetroresina e legno-vetroresina, per rifare ponti, ecc.
Sul legno, oltre a inibire il nuovo ingresso dell’umidità, che vuol dire poi meno resistenza, incolla anche gli spazi tra tavola e tavola formando una struttura continua priva di fessurazioni e spaccature. Usato con gli additivi risulta essere la migliore protezione in senso assoluto per i tappi delle viti, per tutta la chiodagione e in grado di eliminare la corrosione galvanica su queste parti metalliche assicurandone una perfetta tenuta nel tempo e una grande economicità.

 

 

 

 

4)

Nel caso di difetti su legno compensato è possibile usare la resina epossidica C-systems 10 10 CFS?

La resina epossidica C-systems 10 10 CFS è l’ideale per le riparazioni e per gli incollaggi su compensato. Soprattutto le costruzioni in compensato che hanno lavorato per anni, riportate a nuovo (cioè prive di vernice e deumidificate, asciutte) protette con C-systems 10 10 CFS ritroveranno non solo tutto lo splendore come un compensato nuovo ma non avranno più gli inconvenienti lamentati, perché C-systems 10 10 CFS incolla perfettamente anche le colle resorciniche (basta carteggiarle) usate per la fabbricazione del compensato.

 

5)

Il C-systems 10 10 CFS è rigido o elastico?

In fisica non esiste un corpo rigido, esiste un corpo meno o più elastico. Il C-systems 10 10 CFS, quando applicato su legno, tende a irrobustirlo perché ha una resistenza maggiore della fibra del legno.
Quando applicato su tessuto di vetro o su vetroresina conferisce alla stessa una maggiore resistenza perché ha un modulo di elasticità superiore, non tende a fare crack (le fastidiose zampe di gallina) .
In sostanza il C-systems 10 10 CFS irrobustisce la superficie di legno o di vetroresina dove viene applicato ed essendo più forte delle fibre di legno o del legante poliestere, che lega le fibre di vetro, conferisce maggiore resistenza e sicurezza alle parti trattate.

 

6)
La carena in legno o in vetroresina, che è stata protetta con C-systems 10 10 CFS, come si comporta dopo un urto accidentale con conseguente rottura dello strato protettivo?

Il C-systems 10 10 CFS con i suoi additivi, quando correttamente applicato, si integra col supporto e ne diviene parte. Se possiamo fare un esempio è come un cancello di ferro che viene zincato. Se avviene un graffio sulla zincatura sino ad arrivare nuovamente al ferro la corrosione resterà limitata al danneggiamento e poco più e facilmente riparabile al primo alaggio.

 

7)
Possono le condizioni delle acque all’ormeggio influire sull’osmosi e sul marcimento della carena in legno?

La temperatura delle acque dove la barca ormeggia, il maggiore o minore ricambio dell’acqua influiscono in maniera decisiva.
La maggiore temperatura dell’acqua favorisce un maggiore fouling e anche un maggiore decadimento sia della vetroresina che del legno.

 

8)
Perché la vetroresina mostra l’osmosi solo in carena?

Lo scafo viene costruito con gli stessi materiali ma l’osmosi si presenta, generalmente, in carena perché l’imbarcazione è in continuo contatto con l’acqua. Anche le parti esterne sono spesso a contatto con l’acqua, per esempio quando piove, ma anche le pioggie più prolungate, hanno giorni e giorni di sole e le piccole infiltrazioni vengono asciugate dal sole. In pochi casi l’osmosi è riscontrabile in altre parti dell’imbarcazione.

vedi trattamento antiosmosi

 

9)
Se il rilevatore di umidità dice che una carena in vetroresina ha un alto contenuto di umidità ma non ci sono bolle di osmosi, come si deve interpretare questo fatto?

Una carena in vetroresina, con un alto tasso di umidità, sta a significare che non tutte le cose vanno bene, perchè lo strato protettivo del gel-coat, che aveva la funzione di impedire il passaggio dell’acqua, non ha funzionato.
L’acqua è passata lo stesso, ma ancora non ha creato danni, non ha dato luogo al cosiddetto effetto “magnese”, che vuol dire osmosi. Può darsi che la barca, seppure portatrice sana, prima o poi dia questo dispiacere. E’ evidente che una carena con umidità, anche senza osmosi, è sempre meno resistente della stessa carena priva di umidità.
Se facciamo un confronto con l’imbarcazione di legno, i cosiddetti legni marini, sono quelli che pur assorbendo un certo quantitativo di umidità, questa non riesce a fare danni così sostanziali, perché convive con il legno senza arrecare altri danni se non una perdita percentuale di “resistenza” e un aumento di peso.

 

10)
Se non posso “tirare” immediatamente la barca in terra, per la riparazione dello strato protettivo, l’acqua, non va nuovamente a bagnare tutta la carena che era stata pazientemente deumidificata?
Il C-systems 10 10 CFS applicato su vetroresina, forma un tutt’uno e fa si che una rottura di questo film, grossa come una noce, diventi, dopo un anno, come un mandarino ma localizzata perfettamente nel punto d’impatto, seppur leggermente ingrandito.
La stessa rottura fatta su legno non permette alle fibre del legno di assorbire umidità, perchè le fibre sono state impregnate nella fase di protezione e non hanno la capacità di assorbimento che avevano prima.
Per la riparazione delle colpiture si renderà necessario allargare la zona di intervento di un diametro 2 - 3 volte maggiore di quello d’impatto, riportare la superficie a zero, degradando sulle parti, asciugare moderatamente con phone o con termoventilatore dando il calore di striscio. Procedere, dopo avere accertato l’eliminazione di tutta l’umidità, alla lavorazione come fatto per la protezione totale. In caso di rottura del fasciame o del tessuto, è evidente che l’intervento mirerà anche a ristabilire il perfetto grado di integrità della struttura.

 

11)
Perché dopo avere tolto il gelcoat è necessario lavare la carena prima dell’inizio dell’asciugatura, durante e anche 1 o 2 giorni prima dell’inzio del trattamento?

Gli acidi e le sostanze degradate che si formano con l’osmosi, sono solvibili solo in acqua. Durante l’asciugatura, la perdità di umidità avviene per evaporazione dell’acqua mentre le parti solide, indesiderate - come quando evapora l’acqua salata da una pentola - restano attaccate alla carena. I lavaggi durante l’asciugatura portano via, eliminano gli acidi e lasciano la porosità della vetroresina aperta.

 

12)
Ma questo lavaggio non dà nuovamente alla carena l’umidità che avevamo tolto con tanto lavoro?

L’acqua per creare l’osmosi ha impiegato anni e la nostra barca ha navigato per lunghissimo tempo. L’umidità che gli daremo con il lavaggio sarà perduta nuovamente nel giro di poche ore ben ventilate. La prova con lo SKINDER, prima del lavaggio e dopo, sarà eloquente.

 

13)
Se una barca con osmosi sta tantissimo tempo in terra la situazione migliora o peggiora?

Le bolle di osmosi, in un primo tempo, con temperature più alte di quelle dell’acqua, tendono a gonfiare. Poi l’acqua come è entrata, per evaporazione anche se rimane marcata la carena, tende ad asciugare e le bolle appaiono meno evidenti. L’acqua che esce per evaporazione è acqua distillata ... vale a dire che le acidità e i soluti che si sono formati restano, seppure anidri, all'interno (come il caffé in polvere, liofilizzato). Dopo lunghissimo tempo anche lo strumento, darebbe risultato ingannevole perché manca l’umidità per... fare la rilevazione. In buona sostanza si può dire che la situazione è come prima… pronta a ripartire non appena tocca l'acqua.

 

14)
Quali sono, ricapitolando, i passaggi e i lavori indispensabili per la cura e riparazione dell’osmosi?

Per operare bene contro l’osmosi e perché non abbia più a verificarsi dobbiamo:
-mettere l’imbarcazione in secco e pulire bene le sentine.
-Eliminare poi completamente il gelcoat e aprire tutti i crateri.
-Lavare abbondantemente tutta la carena più volte con acqua dolce possibilmente calda e a pressione e deumidificare tutto lo scafo.
-Misurare con lo strumento SKINDER avendo la certezza che la stessa abbia gli stessi valori delle sovrastrutture e che in scala n° 2 non vada oltre la scala verde.
-Uno o due giorni prima dell’inizio del trattamento lavare nuovamente la carena con acqua dolce possibilmente calda e ...buon lavoro!

 

15)
... e le sequenze di applicazione dei prodotti?

-Bagnare con C-systems 10 10 CFS tutti i crateri per impregnare bene le fibre del tessuto per testa e prima mano generale.
-Applicare una ulteriore mano di C-systems 10 10 CFS non appena la precedente ha “tirato”.
-Lasciare asciugare qualche ora e quando la resina è ancora appiccicaticcia (come un nastro adesivo) riparare con -C-systems 10 10 CFS + Addensante n° 2 o Microfiller Powder i piccoli crateri, con Microfibre Minerali quelli di maggiore dimensione (vedere la parte stuccatura).
-Carteggiare leggermente le asperità e applicazione della terza mano.
-Rivestire tutta la carena con Epoxy Light filler applicato con la spatola dentata e ripassato poi con la spatola liscia.
-Applicare una mano di C-systems 10 10 CFS senza additivo.
-Applicare 3 mani di C-systems 10 10 CFS additivato con A 20.
-Applicare 2 mani di NAUTILUS Epoxy Primer due (comprese le parti metalliche come elica, supporto, flaps, ecc.), e la prima mano di antivegetativo tra le 12 e 36 ore. Per la seconda mano, ora, potete aspettare sino a un paio di giorni prima della messa in mare.
Il numero delle mani è in relazione allo spessore delle stesse. E’ importante, come riferimento, che per 10 mq. di carena il quantitativo di
C-Systems 10 10 CFS, nelle varie mani sia almeno 6 kg. Il varo sarà fatto, dopo l’ultima mano di NAUTILUS Epoxy Primer due non prima di 7/10 gg. a seconda della temperatura della stagione.
Se si usa NAUTILUS Epoxy Primer due (disponibile nei colori bianco o blu) il tempo di ricopertura massimo è di 30 gg. Il rapporto di catalizzazione è sempre lo stesso 3:1 a volume oppure 100 gr. + 20 gr. a peso).

 

16)
Con C-systems 10 10 CFS è possibile ridurre la manutenzione delle imbarcazioni in legno e in vetroresina e fare tutte le riparazioni?

E’ consigliabile usare C-systems 10 10 CFS, con i relativi additivi per risolvere tutti i problemi nella manutenzione ma soprattutto per migliorare l’affidabilità delle imbarcazioni in legno e in vetroresina. La protezione in sentina, in cambusa, sotto i motori e gli stipetti in genere, lascia sempre molto a desiderare. Per tutti questi lavori sulla vetroresina il C-systems 10 10 CFS e NAUTILUS Epoxy H.B. rispondono perfettamente e rappresentano quanto di meglio possiate fare.
I problemi del legno nascono soprattuto sulle attaccature, sulle giunzioni, sugli spigoli vivi, alla chiodagione e vitagione. Trattare queste superfici con C-systems 10 10 CFS, dopo avere riportato la parte a nudo e fatte ben asciugare, dà la sicurezza e una affidabilità eccezionale e soprattutto la certezza, una volta ricoperto con smalto, con SPINNAKER o con la speciale vernice Nautilus, che per anni e anni saranno sempre nelle migliori condizioni. Quando si dovrà rifare la manutenzione, si tratterà di una semplice carteggiatura, una passata di smalto o di vernice.

 

 

17)
Se l’imbarcazione di legno non è completamente deumidificata è possibile fare il trattamento con C-systems 10 10 CFS?

Il legno deve essere asciutto e per valutare perfettamente il suo stato è necessario-indispensabile l’uso dello SKINDER (o altro strumento valido) perché dà la certezza delle reali condizioni di umidità al di fuori di una valutazione che in alcuni casi può essere sopperita dall’esperienza.
Solo allora, se ci sono dei punti isolati che differiscono di poco è possibile decidere se il lavoro può essere iniziato, e aspettarsi un perfetto risultato nel tempo, o se invece è meglio attendere ancora qualche giorno. Va inoltre considerato che un’imbarcazione di legno costruita in longitudinale avrà problematiche diverse da una costruita con doppio o triplo fasciame incrociato e ancora completamente diversa da una in compensato marino. Per le imbarcazioni a fasciame longitudinale è opportuno valutare, dopo avere fatto la rimessa in perfetta opera della carena, l’uso di uno strato di tessuto biassiale ± 45° da 300 gr. circa mq. che consente di bilanciare la resistenza longitudinale della fibra del legno andando a irrobustire essenzialmente quella trasversale. Per gli scafi in compensato è bene prevedere la protezione col nastro di tessuto biassiale o bilanciato, lungo i punti di giuntura della carena come lungo tutti gli spigoli per aumentarne la resistenza allo sfregamento e impedire l’entrata dell’umidità.

 

 

 

 

 

18)
Come è possibile accelerare l’asciugatura delle barche in legno o in vetroresina?

Il periodo che va da Primavera a tutto Settembre è senz’altro quello giusto e le giornate di tramontana sono altrettanto benvenute. Tuttavia è possibile con il nostro deumidificatore AIRDRYER e con ventilatori ad aria calda accellerare o mantenere anche nel periodo invernale le condizioni giuste, quando la barca è almeno sotto una buona copertura. Un eccezionale apporto viene dato anche dalle lampade al quarzo a raggi infrarossi (disponibili nel nostro listino). Queste lampade emanano un fascio di luce per una superficie fino a 6 mq che non riscalda l’aria ma gli oggetti (e le persone).
Queste lampade concentrano tutta la loro potenza in profondità e facilitano in maniera efficace l’asciugatura del legno e della vetroresina.
Anche in questo caso l’AIRDRYER, elimindando l’umidità che si accula nell’ambiente, favorisce ulteriormente il buon proseguimento del lavoro.

 

 

19)
La sabbiatura, a volte “buca” la vetroresina. Non è meglio operare diversamente?

La sabbiatura, con un buon Operatore, ha una applicazione omogenea e precisa. Quando la forza della “lancia” trova delle parti “molli” affonda, in alcuni casi, fino a bucare lo scafo. Si deve comunque tenere presente che se non avessimo "bucato" quelle parti il periodo di deumidificazione sarebbe stato molto più lungo e le parti piene di acidità, che ora non ci sono più, sarebbero state comunque prive di tenuta meccanica. La resina poliestere che prima compattava il vetro era, ormai, completamente priva di struttura. Infatti una corretta sabbiatura rendendo rugosa e leggermente irregolare la carena per l’asportazione del gelcoat sottrae immediatamente alla barca, in molti casi, almeno il 50% di umidità. Se si opera con la pialla o con il peeler, comunque, dopo è sempre necessaria almeno una leggera sabbiatura per mostrare una superficie più marcata per l’asciugatura e la successiva nuova applicazione.

 

20)
Le imbarcazioni di legno sono tutte “eguali”?

L’imbarcazione di legno costruita in longitudinale avrà problematiche diverse da una costruita con doppio o triplo fasciame incrociato e ancora completamente diversa da una in compensato marino.
Tuttavia l’esecuzione di un buon progetto e l’integrazione delle nuove tecniche e materiali risolve i luoghi “comuni” del legno.

 

21)
Quali sono le differenze essenziali tra massello e compensato?

Nel massello, che poi dobbiamo distinguere tra i vari tipi che normalmente vengono usati, c’è disuguaglianza (anisotropia) tra resistenza lungo la linea della venatura e trasversalmente alla vena stessa. La resistenza nel senso della vena è circa 10 volte maggiore che nel senso trasversale. Il compensato sfrutta il legno in strati sottili, ognuno dei quali orientati in direzioni diverse da compensare gli sforzi applicati da ogni direzione. Quindi un buon compensato di 5, 7, 9 ecc. strati avrà una rappresentazione delle fibre che “compensa” l’anisotropia naturale della fibra del legno.

 

22)
E’ possibile usare il compensato al posto del massello?

Nella costruzione dello scafo il compensato permette solo scafi a spigolo perché si piega solo in un verso mentre il massello permette la costruzione tondeggiante. Il compensato lo troviamo usato in tutte le paratie, pagliolati, divisioni, coperte prima della posa del teak, per le cabine ecc. Nelle barche di vetroresina il compensato da struttura e calore alle paratie, pagliolati e molte volte per la stratificazione della vetroresina con alti carichi di rottura, quale anima per aumentarne la rigidezza e la resistenza, contenendo notevolmente i pesi.

 

23)
L’uso del tessuto di vetro sullo scafo e della nuova fasciatura con massello o compensato (replaking) è un lavoro affidabile nel tempo?

Rivestire lo scafo con tessuto di vetro o fare il replaking (ricopertura) con diagonale di legno o di compensato è accettato dai Registri Navali e consuetudine normale presso molti Cantieri.
E’ necessario che lo scafo sia riportato a legno vivo, asciugato, pulito nei comenti, calafatato se necessario, con cotonina o canapa, più
C-systems 10 10 CFS e solo allora, la messa in opera del tessuto o dell’ulteriore fasciatura darà risultati eccezionali e affidabili nel futuro. Molte imbarcazioni da regata, costruite così oltre 30 anni fa, oggi sono, dopo essere passate da più mani e da tutti i campi, in perfette condizioni senza mai lamentare i problemi tipici delle costruzioni “tradizionali”.

 

24)
Con C-systems 10 10 CFS come si trattano le imbarcazioni a fasciame?

Come abbiamo visto il C-systems 10 10 CFS è indicatissimo per le imbarcazioni in compensato marino perché va a saldare tutti i punti di giuntura dei “fogli” da dove sono iniziate le infiltrazioni di acqua.
Il massello di legno ha una quantità enormemente superiore di giunture e lì entra l’umidità che va a deteriorare il legno. Tutte queste giunture e comenti vanno perfettamente puliti, poi trattati e sigillati con C-systems 10 10 CFS .

 

25)
Quale è la dimensione di un comento del fasciame che il C-systems 10 10 CFS salda perfettamente?

Con C-systems 10 10 CFS si incollano legni fino a distanza di oltre 2 cm. e la giuntura così fatta, usando C-systems 10 10 CFS e gli additivi, è più forte della fibra longitudinale del legno. Questo vuol dire che in caso di torsione si “romperà” il legno non l’incollaggio, ma non è pensabile né accettabile pensare una barca con questi difetti di mantenimento.
C-systems 10 10 CFS e i filetti sono ben più forti dell’incollaggio del compensato fatto sotto pressa a caldo. Tuttavia è buona tecnica che il fasciame debba essere riportato al corretto grado di umidità e i comenti, maggiori di un paio di millimetri potranno essere efficacemente “riempiti” con C-Systems 10 10 CFS e cotonina o rinvergati col legno. (La cassetta VHS del fasciame longitudinale è riccamente illustrativa).

26)
I lavori sopra descritti possono essere iniziati e poi ripresi in un altro week end?

E’ possibile ma è preferibile, quando si può, che i lavori abbiano una sequenza ravvicinata nel tempo perché la resina epossidica man mano che reticola riduce la perfetta integrazione con la mano successiva di qualsiasi prodotto (comunque sempre superiore alle pitture convenzionali), e per farla ben attaccare è indispensabile carteggiare tutta la superficie a bagnato. Se invece applichiamo le mani in sequenza non è quasi mai necessario carteggiare tra mano e mano. Quando si applica del tessuto di vetro e il peel ply, come si vede nella cassetta VHS, anche se passa molto tempo, al momento del distacco del peel ply assicura un perfetto aggancio della mano successiva.

 

27)
Quali sono le differenze principali tra un ciclo convenzionale e il ciclo epossidico con C-Systems 10 10 CFS?

Il ciclo o i cicli convenzionali hanno il grandissimo vantaggio di essere di più facile applicazione perché:
A) Non richiedono che siano rispettati i tempi massimi tra mano e mano (quando si da un fondo, le mani successive di stucco, smalto e antivegetativo possono essere applicate anche dopo varie settimane).
B) Sono monocomponenti per cui si apre il barattolo e si comincia a lavorare, si chiude e si smette senza troppi problemi, per poi ricominciare quando ci pare.
C) Si trovano facilmente in ogni negozio e sarete consigliati di usarli perché è una vendita più facile e ... più ripetitiva, vale a dire che tra qualche anno rifarete nuovamente il lavoro da capo.
Il trattamento epossidico C-Systems 10 10 CFS deve essere:
1) Correttamente miscelato e ben mescolato.
2) Se passa troppo tempo deve essere carteggiato per la successiva mano (se non è stato usato il peel ply come nella stratificazione).
3) Se c’è freddo o umidità la superficie potrebbe necessitare di essere lavata per eliminare l’untuosità della catalizzazione (usare la spugna Scotch Brite 3M dalla parte ruvida).
4) Con temperature fredde, non contenendo solventi, si deve scaldare omogeneamente per rullarlo e pennellarlo meglio ... però alla fine del lavoro l’uso del C-Systems 10 10 CFS Vi consegnerà una imbarcazione migliore forse anche di quando è uscita la prima volta dal Cantiere. Avrete la certezza di grandissima affidabilità, eliminato una serie di interventi successivi e... navigherete invece che lavorare per la manutenzione.

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